Marcatori tumorali del cancro alla prostata

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Prostatite trattamento Istituto di Urologia

Dal punto di vista dei cittadini e dei pazienti uno dei principali problemi nel campo dei marcatori è la comunicazione delle informazioni. La ricerca di base in questo settore è particolarmente vivace e porta frequentemente a risultati molto promettenti, ma il percorso di validazione e di collaudo è purtroppo molto lungo e laborioso.

Per far capire la dimensione del problema possiamo dire che per ogni nuove molecole identificate dai ricercatori come potenzialmente utili, solo 2 vengono utilizzate nella pratica clinica. Nonostante questa problematica sia ben conosciuta, si assiste spesso a comportamenti comunicativi imprudenti, sia da parte media della carta stampata e della televisione sia, a volte, anche da parte di componenti della comunità scientifica.

La comunicazione dei risultati della ricerca è frequentemente ottimistica, a volte trionfalistica e quasi mai bilanciata da studi di conferma. Si riportano nella box alcuni titoli comparsi su importanti giornali, che rappresentano solo un limitato esempio di quanto giornalmente tutti possono leggere sui quotidiani o ascoltare dagli schermi televisivi.

I marcatori oggi sono strettamente associati alle nuove terapie antitumorali e, per numerose ragioni, non sempre scientifiche, il trionfalismo comunicativo marcatori tumorali del cancro alla prostata a prevalere. Inoltre le grandi attese, conseguenti al fatto che il cancro è ancora percepito come una malattia poco curabile, sono la base per una altissima emotività alle notizie sui risultati della ricerca in questo specifico settore.

Per tale ragione è importante raccomandare di verificare sempre con il proprio curante qualsiasi notizia proveniente dai mass-media, per quanto autorevole possa apparire la fonte. Per capire qual è il ruolo dei marcatori tumorali nella pratica clinica è utile avere la risposta alle seguenti domande:.

La definizione data fin dall'inizio di marcatori tumorali ha portato medici e pazienti ad attribuire a questi esami un valore diagnostico e per molti anni, e ancora oggi in molte circostanze, i marcatori vengono misurati in persone sane con l'intenzione di verificare se siano o meno affette da un tumore.

Tale approccio è profondamente sbagliato in quanto assume una specificità tumorale che i marcatori in realtà non posseggono. A oggi possiamo affermare che non esiste un marcatore presente esclusivamente in presenza di tumore maligno, ma esistono semplicemente biomarcatori utilizzati in oncologia.

Oggi in realtà sappiamo che quelle molecole, che chiamiamo marcatori tumorali non vengono prodotte solo da tessuti tumorali, ma anche da tessuti normali o colpiti da malattie benigne. La differenza è solo quantitativa, nel senso che le cellule tumorali producono e rilasciano quantità maggiori di marcatore rispetto a quelle normali.

Le concentrazioni dei marcatori tumorali nel sangue dipendono da numerosi fattori:. Il fatto che i marcatori siano prodotti anche da tessuti normali comporta che valori aumentati si possono trovare nel sangue in circostanze diverse dalla presenza di un tumore.

In particolare, le condizioni non tumorali responsabili di un aumento dei marcatori possono essere raggruppate in tre categorie:. Tali condizioni sono veramente numerose e alcune di esse dovrebbero essere conosciute anche dalla persona che si sottopone ad un dosaggio di marcatori per evitare di riconoscere valori falsamente elevati come prova certa della presenza di un tumore maligno. Valori falsamente positivi possono provocare ansia e preoccupazioni inutili marcatori tumorali del cancro alla prostata, a volte, l'esecuzione di altri esami di approfondimento, del tutto non necessari.

Alcuni esempi di condizioni comuni che aumentano i marcatori:. I marcatori associati a tumori maligni sono veramente numerosi: alcuni sono già utilizzabili nella pratica clinica, altri sono marcatori tumorali del cancro alla prostata in fase di studio in vista di un possibile utilizzo, altri ancora sono in una fase preliminare di ricerca.

I marcatori possono essere utilizzati come test di diagnosi prendere decisioni cliniche solo se rispondono a tre requisiti particolari:. Questi marcatori si misurano nel sangue e, in genere, questi esami vengono richiesti numerose volte nel corso del monitoraggio o del trattamento della malattia. Oggi si tende a considerare ogni tumore come una realtà a parte e si cerca di stabilire quanto essa è aggressiva al fine di instaurare la terapia più appropriata per ciascun paziente.

Marcatori per valutare la probabilità di risposta del tumore a determinati tipi di trattamento. La presenza o l'assenza del marcatore predittivo ha significato solo in vista del trattamento specifico. Anche i marcatori predittivi, analogamente ai marcatori prognostici, vengono misurati una tantum nel tessuto tumorale.

La differenza tra marcatori prognostici e marcatori predittivi non è netta: non esiste infatti un marcatore esclusivamente prognostico e spesso i marcatori predittivi sono in parte associati alla aggressività del tumore.

I marcatori predittivi hanno oggi un ruolo sempre più importante nelle nuove terapie con farmaci che interferiscono con precisi meccanismi biologici. A tutt'oggi sono stati identificati solo pochi marcatori tumorali del cancro alla prostata che vengono utilizzati in ambito clinico per la somministrazione di farmaci.

La determinazione di tale marcatore deve essere eseguita con metodiche standardizzate e l'interpretazione deve seguire procedure specifiche, in accordo con apposite linee guida. I più noti marcatori predittivi sono i recettori per estrogeni e progesterone, che vengono misurati nel tessuto del tumore della mammella per selezionare le pazienti che possono essere sottoposte a terapia ormonale.

Ci si augura che in breve vengano identificati marcatori idonei alla somministrazione di farmaci mirati ad altri importanti meccanismi di regolazione cellulare o tissutale. I marcatori vengono misurati con metodi immunometrici, cioè la quantità di marcatore presente nel liquido biologico ad esempio nel sangue viene misurata con un anticorpo specifico marcatori tumorali del cancro alla prostata ad un sistema di rilevazione enzimatico, a fluorescenza, ecc.

Il legame anticorpo-marcatore determina una reazione la cui intensità è direttamente proporzionale alla quantità del marcatore presente. La conseguenza di tale, per quanto limitata, approssimazione del sistema di misura è che prodotti commerciali diversi utilizzati per misurare uno stesso marcatore possono produrre risultati in parte diversi.

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Le concentrazioni dei marcatori tumorali nel sangue dipendono da numerosi fattori: dalla capacità delle cellule tumorali di produrre e rilasciare il marcatore; dalla produzione di marcatore da parte di organi o tessuti normali o affetti da patologie benigne; dalla presenza nel sangue di sostanze interferenti con il sistema di misurazione; dalla diluizione del marcatore nei liquidi corporei; dalla capacità del fegato e del rene di metabolizzare ed eliminare il marcatore.

In particolare, le condizioni non tumorali responsabili di un aumento dei marcatori tumorali del cancro alla prostata possono essere raggruppate in tre categorie: condizioni di normalità e abitudini di vita: eventi cosiddetti fisiologici; malattie benigne; interventi diagnostici e terapeutici.

Alcuni esempi di condizioni comuni che aumentano i marcatori: Mestruazioni : le mestruazioni marcatori tumorali del cancro alla prostata causare un aumento del marcatore usato nel tumore dell'ovaio CApur in assenza di qualsiasi malattia.

Nel caso venga richiesto questo esame la donna dovrà eseguirlo lontano dal ciclo mestruale. Se un uomo deve eseguire il dosaggio di PSA è opportuno quindi che si astenga dall'attività sessuale per almeno 48 ore prima del prelievo di sangue.

Malattie benigne : in generale, le malattie benigne di un organo provocano un aumento degli stessi marcatori che vengono prodotti anche in presenza di tumori maligni di quello stesso organo: - i livelli di PSA nel sangue sono elevati nel caso di ipertrofia prostatica, di infiammazione della marcatori tumorali del cancro alla prostata prostatiteo anche nel caso di ristagno di urina nella vescica.

Bisogna ricordare a questo proposito che, in presenza di ittero di qualsiasi natura, anche quello dovuto a calcoli biliari, il CA Il dosaggio del CA in tale circostanza risulterebbe elevato, come in presenza di un tumore dell'ovaio.

La determinazione di biomarcatori in oncologia ha tre obiettivi principali: verificare marcatori tumorali del cancro alla prostata presenza o l'estensione di un tumore, prima, durante e dopo terapia; valutare la aggressività biologica del tumore; valutare la probabilità di risposta del tumore a determinati tipi di trattamento. A oggi non esistono marcatori specifici per un tumore ma la differenza tra una persona affetta da un tumore e una persona sana è solo quantitativa.

I valori di un marcatore nel sangue sono in relazione con le dimensioni del tumore e, in presenza di un tumore iniziale, i livelli dei marcatori non sono molto diversi da quelli che si trovano nei soggetti normali. Per tale ragione i marcatori di cui oggi disponiamo non sono utili per fare una diagnosi precoce e, a maggior ragione, i marcatori non possono e non devono essere utilizzati per lo screening della malattia tumorale nella popolazione generale asintomatica.

I marcatori possono essere usati per scoprire un tumore maligno in una persona con sintomi? I marcatori non sono specifici per un tumore, ma sono prodotti dai tessuti normali e vengono rilasciati nel sangue in maggior quantità sia in presenza di tumore maligno che di malattie benigne. Naturalmente, ciascuno organo produrrà lo stesso marcatore sia nel caso di malattie benigne sia di malattie tumorali: tipico è il caso della prostata con il PSA e delle malattie della sfera ginecologica ad esempio tumefazioni ovariche con il CA Pertanto, i marcatori non possono aiutare a fare una distinzione tra malattie benigne e tumore in un paziente con dei sintomi, ma possono comunque essere richiesti all'interno di un programma diagnostico.

In questo caso sia il medico sia il paziente devono essere consapevoli che un elevato valore di biomarcatore non ha di per sé valore diagnostico. Quanti marcatori devono essere usati? Per ogni tipo di tumore di solito non sono necessari più di uno o due marcatori. Per esempio: - nel caso del tumore della mammella, è sufficiente eseguire il CA Perché non fare più marcatori?

Generalmente in medicina si presume che fare di più voglia dire fare meglio e spesso si immagina che si facciano meno esami di quanti necessario solo per questione di costi. In realtà, nel caso dei marcatori, eseguire un numero maggiore di esami comporta un rischio elevato di avere falsi positivi, cioè avere un esisto positivo pur non avendo il tumore. Per tale ragione il numero dei marcatori da eseguire in ogni tumore deve essere limitato, come indicato dalle linee guida disponibili, per esempio: nel caso del tumore della mammella, è sufficiente eseguire il CA Ogni quanto si deve eseguire il dosaggio di un marcatore durante il monitoraggio del trattamento?

Per rispondere a questa domanda si deve distinguere tra marcatori tumorali del cancro alla prostata situazioni: 1. Monitoraggio del paziente senza segni di malattia, dopo terapia chirurgica ed eventuale radioterapia o chemioterapia: - nel tumore della mammella, tumore dell'ovaio, tumore del polmone: esiste ancora molta incertezza sulla reale utilità clinica dei marcatori; - nel tumore della prostata: l'uso dei marcatori permette di riconoscere precocemente la ripresa della malattia in un'alta percentuale di casi; tuttavia non esistono prove certe che l'uso del marcatore abbia una relazione importante sulla riduzione della mortalità nel cancro del colon-retto: esistono prove che dimostrano come l'uso dei marcatori durante il monitoraggio abbia una relazione importante sulla riduzione della mortalità per la malattia.

Un intervallo di tempo tra i dosaggi del marcatore più prolungato ne ridurrebbe il beneficio clinico, fino marcatori tumorali del cancro alla prostata annullarlo.

Monitoraggio della risposta alla terapia nelle persone con un malattia avanzata. I marcatori in questi casi, sono utili in quanto le loro variazioni quantitative sono in relazione con la risposta clinica e, in molti casi, la precedono. Va ricordato marcatori tumorali del cancro alla prostata l'aumento dei marcatori è un indicatore piuttosto preciso della progressione della malattia, mentre la riduzione del valore del marcatore non è strettamente correlato con marcatori tumorali del cancro alla prostata risposta alla terapia.

Cosa vuol dire aumento o diminuzione del valore di un marcatore? In generale quando si osserva il risultato di un esame marcatori tumorali del cancro alla prostata laboratorio, si tende a considerarlo come un numero molto preciso, quasi assoluto, in realtà, ogni sistema di misura è caratterizzato da una sua variabilità e quindi ogni risultato dovrebbe essere considerato come un intervallo fra due numeri, spesso molto vicini.

Nel caso dei marcatori, le caratteristiche dei metodi di dosaggio portano ad una variabilità nei risultati leggermente superiore rispetto ad altri metodi di laboratorio.

Questi dati sulla variabilità fanno capire come sia difficile stabilire il valore clinico dei risultati marcatori tumorali del cancro alla prostata un marcatore che si modificano nel tempo. Numerosi studi sono in corso per trovare le formule matematiche più adatte a correggere le variazioni riscontrate tra prelievi successivi in base alla variabilità dei metodi di dosaggio.

Pertanto, la persona che esegue un dosaggio di marcatori tumorali deve essere consapevole che piccole variazioni possono non avere alcun significato. Posso eseguire il dosaggio di un marcatore in qualsiasi laboratorio? Per altri marcatori invece, quali il CA Per tale ragione si dovrebbe raccomandare a coloro che devono eseguire periodicamente il dosaggio di un marcatore, di utilizzare sempre il medesimo laboratorio o di avvisare il medico curante qualora, per ragioni diverse, i prelievi vengano eseguiti in laboratori diversi.

Per la stessa ragione è necessario marcatori tumorali del cancro alla prostata il laboratorio informi i propri clienti su cambiamenti del metodo per il dosaggio di un dato marcatore.

Cosa deve sapere il paziente a proposito dei marcatori? Bibliografia Hayes DF marcatori tumorali del cancro alla prostata al. Tumor ma rker utility grading system: A framework to evaluate clinical utility of tumor markers. J Natl Cancer Inst marcatori tumorali del cancro alla prostata Sturgeon C. Practice guidelines for tumor marker use in the clinic.

Clin Chem ; Gion M. Guida all'uso clinico dei biomarcatori in oncologia. Milano: Biomedia, J Natl Cancer Inst 97 16 : Harris L et al. J Clin Oncol ; Login per inviare commenti. Secondo me una volta visti i geni che provocano il tumore,bisognerebbe espellere dai geni che si vogliono manipolare le sostanze che provocano il tumore.

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